Sabato 7 marzo 2026 ore 18 Sala del Maniscalco. Lettura de La Tempesta di neve di Marina Cvetaeva
Traduzione di Maria Stella Mei. Con Lucia Bianchi, Alessandro Conti e Donatella Marchi. produzione Collettivo Teatro CUST
Nel 1914 Marina Cvetaeva scrive quella che lei stessa definisce «une petite pièce», appartenente al gruppo Romantika, un ciclo di sei opere di teatro-poesia. Così Marina volle che fosse giudicato il suo teatro: Poesia. Un teatro da leggere più che da rappresentare, mai messo in scena ai suoi tempi, ma accolto dallo Studio con cui collaborava con entusiasmo: extraordinaire… magnifique… génial…
Il ciclo di Romantika non risulta ancora tradotto integralmente in italiano; esiste in francese e solo un testo, «La Fortune», è stato rappresentato negli anni Novanta a San Pietroburgo e a Urbino, grazie allo scambio culturale con il Teatro Statale Komissarzhevskaya e all’impegno del CUST di Urbino.
Oggi abbiamo scelto di confrontarci con un’altra pièce del ciclo: «La tempête de neige» (La tempesta di neve).
In quest’opera la tempesta diventa metafora di un amore disperato e incontenibile, che domina l’anima e la vita. La neve sostituisce la fiamma: è un amore che brucia e al tempo stesso devasta. Una forza passionale e distruttiva, contrapposta alla quiete, un’assolutezza che conduce alla disintegrazione di sé e degli affetti. È quello che Cvetaeva definiva «il teatro dell’Anima»: un teatro interiore, poetico, dove l’azione è simbolo e la parola vibrazione emotiva.
L’azione si svolge nella notte di un ultimo dell’anno, in un albergo della Foresta Boema, mentre all’esterno infuria una tempesta di neve. I personaggi — un Albergatore, un Cacciatore, un Mercante, una Vecchia Signora che incarna il Passato — fanno da cornice all’incontro dei due giovani protagonisti, un Uomo e una Donna. Un incontro che è destino, collisione, rivelazione.
Ancora una volta rendiamo omaggio a questa “Poeta”, come amava definirsi, che continua ad accompagnare il nostro percorso teatrale e poetico, guidandoci in un teatro che non è semplice rappresentazione, ma esperienza dell’anima.